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Vola solo chi osa farlo - Luis Sepúlveda

di Martina Lisi

"I 16 Aprile 2020, ci ha lasciati anche Luis Sepúlveda scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta e regista cileno.

Classe 1949, cresciuto a Valparaíso in Cile, si avvicinò al mondo della poesia leggendo Garcia Lorca, Antonio Machado e Gabriela Mistral.
Lasciò il Cile dopo un periodo di intensa attività politica, culminato con il suo arresto, viaggiando poi, a lungo, in America Latina e in Europa, stabilendosi infine in Spagna.
Il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, è apparso per la prima volta in Italia nel 1993, conquistando da subito la scena letteraria.
La sua produzione favolistica iniziò nel 1996, proprio con la famosissima Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, trasposta in un film animato nel 1998 da Enzo D'Alò.

La trama della favola

Uno stormo di gabbiani, di ritorno da una migrazione, si tuffa in acqua per mangiare delle aringhe. Una di loro, Kengah è pronta per deporre il suo primo uovo.
A causa di un pericolo, tutti i gabbiani sono costretti a volare via ma Kengah, l’unica a non sentire l’ordine, rimane sott’acqua e riemergendo resta bloccata in una pozza di petrolio.
Riuscita a liberarsi, raggiunge Amburgo, dove finisce sul balcone di una casa in cui abita Zorba, un grosso gatto nero.
Kengah, stremata, usa le sue ultime forze per deporre l'uovo e chiede a Zorba di farle tre promesse: non mangiare l'uovo, prendersi cura del piccolo che ne nascerà e insegnargli a volare.
Zorba accetta e si occupa di covare l’uovo, dal quale nascerà una gabbianella che si chiamerà Fortunata.
Zorba e i suoi amici gatti faranno crescere in lei il desiderio di volare ma, anche con l’aiuto di un poeta, la gabbianella riuscirà finalmente nel suo intento.

Questa è una storia di amicizia, di coraggio e di integrazione tra due specie antagoniste, con particolare attenzione anche all’inquinamento.
Una storia che ci insegna molto sulla convivenza con il diverso, con il quale si innesca un meccanismo di dare e ricevere continuo, infatti, grazie a Zorba, Fortunata supera le proprie paure ritrovando la propria identità e viceversa, il gatto sperimenta che l’amore non vede differenze.

A questa favola fanno seguito: Storia di un topo e del gatto che diventò suo amico (2012), Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza (2013), Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà (2015).

Nelle favole di Sepúlveda, adatte sia ai bambini che ad un pubblico adulto, i protagonisti, che appartengono al mondo animale, raccontano i grandi temi universali: amicizia, amore, lealtà e rispetto per la natura.
I suoi scritti sono stilisticamente sobri, scorrevoli e non ricercati sebbene non manchino di senso critico.

La sua è una scrittura rivolta alla diversità, capace di vedere oltre i luoghi comuni e i pregiudizi nei quali siamo spesso imprigionati; attenta alla natura e agli effetti dannosi della globalizzazione; infine, rivolta anche al tema del viaggio, inteso come scoperta di se stessi che può avvenire grazie all’incontro con l’altro.
L’intento di Sepúlveda era quello di utilizzare la sua letteratura come strumento utile per smuovere le coscienze, al fine di costruire una società migliore.
Credo che mai come adesso dovremmo portare con noi i suoi insegnamenti e farne tesoro.

“Sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante” miagolò Zorba.
“Ah si? E cosa ha capito?” chiese l’umano.
“Che vola solo chi osa farlo.”

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