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La convivenza con l’io (ai tempi del coronavirus)

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La convivenza con l’io (ai tempi del coronavirus).

di MariaGiovanna Lombardi

C iao a tutti, sono Maria Giovanna, lucana e romana d’adozione
psicologa e psicoterapeuta...questa ve la dice lunga.

In questi giorni, il risveglio mi colpisce nel suo silenzio così assordante.

Il sonoro di una capitale -così frenetica- all’improvviso scompare.
I clacson, le sirene, le urla dei dirimpettai, le strilla dei bambini, la musica dei vicini, gli schiamazzi dei ragazzi per strada e tante altre sfaccettature di un quartiere così vivace...tutto per ora sembra essere contenuto in una parentesi sospesa.

L’unico suono presente è quello della natura, il cinquettio degli uccelli che si distingue molto bene.
In questa bolla fatta di stop, limiti e catene, voi cosa riuscite a sentite? (oltre ad ansie, paure ed angosce scatenate?)

Nella condizione delicata in cui siamo immersi ora credo che, oltre a circoscrivere uno spazio di informazione utile -senza farsi bombardare- ci sia anche uno “spazio altro” da considerare, fatto di sana condivisione.
Un luogo dove potersi incontrare, confrontare e permettersi di “tirar fuori” se stessi.
Maria Grazia ce ne da prova con la sua originalità espressiva e il suo coraggio creativo proprio attraverso il suo blog.

Partire dalle proprie paure per dare loro una veste trasformativa, è questo il gesto ribelle e la risposta più funzionale alla fatica e alla riorganizzazione del proprio tempo e dei propri spazi alterati.


Perché allora, non sintonizzarsi con la propria orchestra interiore e scegliere gli strumenti, semmai anche i più costosi, con cui mettersi alla prova e ascoltarsi fino in fondo?
Questo periodo così tortuoso e indifeso, seppur fatto di restrizioni a cui non siamo abituati, permette di far compagnia a quell’IO indaffarato e così oberato dalla vita di tutti i giorni, che corre forsennato al ritmo della quotidianità. E che succede se il ritmo cambia? Siamo disposti a stare con noi stessi, con tutte le emozioni che vengono a trovarci e a rivisitare aspetti di noi, in un paesaggio interno da (ri)mettere a fuoco?

Dietro ogni “attacco” che non possiamo controllare, c’è dunque una sfida: accogliere ciò che bussa in ogni parte del proprio corpo. E quindi, fino a che punto siamo curiosi per accettare le nostre risposte emotive e capirne la funzione?
Questo momento ci porta a fare un passo fondamentale: riconoscere la propria fragilità come un grande valore, perché ci offre la possibilità di “prenderci cura” di quello spazio che -seppur così costretto- apre a noi una grande opportunità di crescita e questa volta senza alcuna distrazione.

E tu, quali possibilità stai incontrando sul tuo percorso?
Con quali parti di te stai rispondendo in questo periodo così difficile da tollerare?

Qualche spunto di domanda per ritornare alla guida del proprio timone.

Esercizio per rafforzare il sistema emotivo:

Per chi volesse nutrirsi di pillole di positività, ecco un piccolo esperimento da fare con voi stessi, il vostro partner o con tutta la famiglia coinvolgendo anche i bambini: 1. prendete un barattolo e create a vostro piacimento un’etichetta decorativa: sarà il vostro “Barattolo della positività”.
2. munitevi di post-it, bigliettini o ritagliate dei foglietti
3. penne o matite colorate
Ogni giorno per almeno 3 settimane, alla sera, scegliete un angolo della casa e scrivete un pensiero che nella giornata vi ha dato positività (un piccolo gesto, un’idea di gratitudine, un’immagine che vi ha fatto sorridere, una parola o una fotografia ricevuta, un desiderio semplice, una nota delicata che avete ascoltato, un profumo...alle volte sarà dura ma non andate a dormire senza aver individuato anche una minuscola sfumatura di colore...), ricercate nel vostro essere quelle tessere scomposte e provate a rivisitarle...
Quando questo periodo sarà terminato, aprite il contenitore...
Potrete (ri)leggere quelle parti di voi scontate, banalizzate, a volte ignorate -che viste da vicino e senza fiato corto- ci accarezzano e ci contagiano di bello.

Ora sta a voi rafforzare il vostro sistema emotivo. Sappiate che è normale aver paura in questo periodo ma, non abbiate paura della paura, la creatività può essere un buon antidoto.
Aspettate la fine della tempesta e nel mentre distraetevi.
Seppur paradossale, Il limite di oggi sarà la potenzialità del domani.
Connettetevi, ma fatelo prima con voi stessi e con grande tenerezza.

Un caro saluto a tutti i lettori. Per chi avesse voglia di saperne di più...

Ho aderito come molti dei miei colleghi, all’iniziativa promossa dall’Ordine degli Psicologi del Lazio.
Credo che la tecnologia -soprattutto in questo momento critico- possa essere uno strumento di grande supporto emotivo per poter stare vicino anche a distanza. Pertanto, chi desidera avere uno spazio più ampio oltre le mie domande e suggestioni, può contattarmi al numero 380.7397899 o all’indirizzo mail: mglombarditiscali.it, per un colloquio gratuito (telefonico o su Skype) previo invio e firma di un consenso.

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